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  LaSP [ LaboratorioSemioPolitico (in attesa di un nome migliore) ]
         


6 luglio 2005



 


 

Cos’è la politica?

Bella domanda! Una di quelle che nell’ultimo periodo è riuscita a mettermi più in crisi. Perché io non so cos’è la politica. So, invece che cosa NON è politica. So che per me politica non è quella dei partiti; quella rappresenta solo il contenitore esterno o il punto di arrivo di un processo che viene prima, non in senso cronologico, ma logico.

Politica è per me il rapporto fra soggetti che si manifesta attraverso le parole attraverso i gesti, attraverso tutto ciò a cui gli interlocutori attribuiscono un senso.E’ un rapporto di comunicazione tra soggetti. E’ un rapporto costruttivo: il soggetto subisce una modificazione della sua identità e a sua volta aggiunge un tassello che ridefinisce quella del suo interlocutore.

Politica è comunicazione, azione, confronto, costruzione, ridefinizione di identità…

Politica è quotidianità: è il mio rapporto con le mie coinquiline, è il comportamento che ho sull’autobus, è parlare con gli amici , è il dialogo con i ragazzi del mio corso tra una pausa e l’altra, è…. discutere con qualcuno del Lasp sul come gestire una situazione potenzialmente rischiosa e che ci procura ansia, avere delle posizioni totalmente in disaccordo e poi fare una passeggiata insieme ( chi deve intendere…).




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13 giugno 2005

L’idea del brutto

 

Partiamo dall’idea che la concezione del brutto è variata costantemente nel corso della storia umana così come quella del bello, eppure possiamo ritrovare nel senso del brutto alcune costanti e alcuni assi immutevoli.

Infatti alcune percezioni di brutto si basano su paure e sensazioni ataviche, altre si basano su concetti di moda e provvisorietà.

In genere troviamo brutto tutto ciò che ferisce i sensi, e che ci disgusta.

L’idea associata al brutto è spesso quella relativa alla morte o alla deformità (che potrebbe equivalere a una non vita, o una vita incompleta) quindi tutto ciò in qualche modo collegato alla morte è sempre stato scansato dall’essere umano; l’idea invece di deformità è di difficile definizione, ciò che non ha una forma o una forma non consueta viene spesso considerato brutto,

l’ occhio è spinto a vedere come bello ciò che è abituato a vedere.

Anche per questo consideriamo bello quasi tutto ciò che proviene dalla natura, sia a livello di accostamento cromatico sia come forme e strutture; quindi un altro asse associato alla bruttezza è la non naturalezza e quindi l’artificialità (case in mezzo a paesaggi, condomini ecc) ciò quindi  che è stato creato dall’uomo senza nessun riferimento alle estetiche della natura, infatti questa elaborazione umana soprattutto nella società odierna viene considerata poco sana, la troppa complessità veicola le variabili del brutto (hamburger).

Il brutto viaggia spesso in sincronia con le dinamiche del corpo, ad esempio l’interno del corpo viene considerato brutto, le viscere, gli escrementi, ciò che proviene dall’interno del corpo è disgustoso , guardare dentro è una cosa che non siamo abituati a fare, solitamente siamo abituati a vedere il guscio, la pelle integra, l’esterno come qualcosa di bello.

Il brutto viene inoltre associato a una idea di disordine inteso come posizionamento casuale di oggetti artificiali nel nostro spazio visivo, e da qui viene generalmente considerata brutta ogni forma di scarto lasciato a se stesso (immondizia, mozziconi di sigaretta ecc), infatti già nell’idea di scarto è implicita la bruttezza perché richiama a qualcosa di consumato, finito, qualcosa che ha concluso la sua funzione e quindi il suo ciclo di vita, qualcosa che è passato da bello e funzionale a brutto e inutile, quindi tutti gli scarti sono brutti tanto più se lasciati ad accumularsi in disordine nel nostro spazio di vita.

Da questa idea del consumo nasce anche l’asse vecchio/nuovo dove a tutto ciò che è vecchio viene associato spesso (ma non sempre) qualcosa di negativo, un ‘entità vecchia non è più funzionale, è rovinata, consumata, ormai in declino e quindi brutta, un corpo vecchio, un oggetto vecchio, sgangherato sono cose da cui ci allontaniamo, stessa cosa è collegabile a qualcosa di rotto o distrutto: gli oggetti rotti, anche se riparati ormai hanno perso la loro integrità e quindi la loro bellezza.

Dai concetti di disordine e scarto nasce anche il concetto di sporco, un ambiente, una persona, o un oggetto lasciati a se stessi e non curati generano sempre percezioni negative, anche forse perché a livello culturale si è scoperto che l’igiene è il miglior metodo di prevenzione delle malattie, ed infatti a questa relazione (malattia/morte) si associano idee del brutto anche ai veicoli della malattia, quindi gli insetti sporchi (le mosche) o i animali che vivono in genere nei rifiuti o negli scarti.

Il concetto della bruttezza si è inoltre spostato dagli ambiti fisici per migrare su ambiti totalmente mentali, come bruttezza intellettuale viene quindi indicata tutto il plesso valoriale che ricaccia le intolleranze, il razzismo, il nazionalismo, gli estremismi come ciò che è brutto per la mente e l’anima.

Per finire possiamo anche dire che molte altre considerazioni sul brutto nascono dalle mode che impongono lo sguardo uniformante del bello del momento, sempre nella dinamica che il nuovo è bello e il vecchio (in questo caso le vecchie mode) è brutto, inoltre parlando della società industriale si sono un po’ rovesciati alcuni canoni del brutto, nel senso che molti dei concetti sopraesposti sono stati ribaltati per attirare l’attenzione, basti pensare alle rovine antiche per capire che l’asse vecchio/ brutto viene ribaltato, oppure basti pensare a tutta la cinematografia Horror dove lo sguardo viene attirato dal mostro, dall’orribile per diventare quindi attrazione.




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10 giugno 2005



non posso parlare a titolo del blog, ma a titolo personale. io domenica voto. e spero lo facciate tutti. se si meglio.
(pg)




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10 giugno 2005

L'identità

così come eravamo rimasti d'accordo a lezione, ecco il mio contributo:

L’IDENTITA’    
 


Nel corso del Laboratorio di Semiotica, nel tentativo di definire la politica, si è più volte fatto ricorso al concetto di identità. Ci siamo a lungo interrogati sul significato di questo concetto.

Con tale termine abbiamo definito l’insieme dei tratti caratterizzanti l’individuo.

Sono molti gli elementi che contribuiscono a definire l’identità: in primo luogo, vi è il ruolo fondamentale delle prime agenzie di socializzazione come la famiglia, la scuola, la chiesa e i media: la nostra identità è, infatti, in gran parte funzione delle nostre appartenenze ai vari gruppi sociali. È l’identificazione con determinati gruppi sociali che fa si che possiamo definire chi siamo.

Rientra in questo discorso anche il ruolo del gruppo degli amici nel definire l’identità.

L’identità viene manifestata attraverso il nostro fare, il nostro pensare, il nostro essere,attraverso le nostre passioni, attraverso la nostra socialità e presuppone la relazione con un oggetto di valore.

Nel corso delle nostre chiacchierate, abbiamo distinto tra

-         identità individuale

-         identità collettive

A tal proposito, è bene evidenziare che l’identità è relazionale: essa si da solo nella relazione con l’altro. Sono ciò che sono proprio perché posso distinguermi da qualcos’altro.

Ma l’identità è anche contestuale: varia a secondo del contesto e del ruolo che voglio assumere.

La nostra è un’identità “multipla” perché nella vita assumiamo più ruoli.

 Inoltre, essa non è monolitica, isolata o solitaria.

L’identità, dunque, non è data una volta per tutte, ma è il frutto di processi che possono subire dei mutamenti, a volte dannosi.

A tal punto, ci siamo posti una domanda fondamentale: la politica nasce da una scelta individuale o collettiva?

La risposta è stata che la politica nasce da un noi: il noi non può essere assolutamente eliminato.

Infatti, nelle azioni politiche vi è efficacia quando c’è un noi, quando vi è coesione, unità, quando il noi diviene un unico soggetto pensante.

Ovviamente, le scelte individuali sono sempre in relazione ad un noi.

Parlando di identità, abbiamo anche accennato al suo rapporto con l’identificazione ossia quel processo psichico naturale attraverso cui si forma il sé.

La politica,quindi, parte dall’individuo, necessita di un noi e poi sfocia in una pratica di identificazione, che è cosa ben diversa dalla condivisone: nella prima l’identità cambia, nella seconda tale cambiamento non avviene.

 

Parlando di identità, abbiamo anche esaminato 2 spots molto diffusi: quella Bmw serie1 e quello dell’alfa 147.

Il primo ad apparire sulle televisioni italiane è quello della Bmw: la selling-line è di sicuro impatto: perché essere uno dei tanti?. Il pay off recita: One like no one.

Immediata la risposta dell’Alfa Romeo: il soggetto è lo stesso,ma  il copy recita: perché essere un numero qualunque quando puoi essere 147? Nuova alfa 147. one like 147.

È evidente il plagio, al punto che il giurì della pubblicità ne ha ordinato il ritiro immediato.

 
Letizia




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1 giugno 2005



di queste parlavamo nell'ultimo incontro. per chi non c'era e per chi c'era e si è accanito.
(pg)




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31 maggio 2005



prossimo incontro mercoledì 8 alle 19 in via salaria (cortile e poi ricerca d'aula).
(pg)




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26 maggio 2005

tanto per farvi ...

     
... fare una risata e rendere più piacevole il vostro pomeriggio di studio e/o  di lavoro.
certo che è proprio strano che sia io a fare di questa ironia, ma visto che ormai qui si scrive di tutto. E poi, riconsiderando l'idea di qualcuno, uscita fuori da un incontro, della religione come strategia, mi sono chiesta, ma non sarà mica che anche questo fa parte della strategia?
                                                                            Baci a tutti      
                                                                             Marzia




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24 maggio 2005



l'incontro di stasera è annullato e riconvocato per venerdì 27 alle 18 sempre in via della gatta.
fate girare la voce.
(pg)




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22 maggio 2005

EVENTI ReD

Rete Democratica, in occasione del referendum del 12 e 13 giugno e consapevole delle divergenze esistenti su questo tema così poco affrontato,  organizza un dibattito che avrà luogo il giorno 24 maggio 2005 dalle ore 16 nell’Aula Magna della ex Caserma Sani (V.Principe Amedeo 184), per creare un’occasione d’incontro tra vari punti di vista e discuterne insieme. 

 

Interverranno:

 

L. Montevecchi,  Associazione Luca Concioni (Radicali Italiani)

M. Cossutta,   ematologa (Comunisti Italiani)

G. Gibertini,   presidente della sezione giovani “Movimento per la vita”

 

 

Modera l’evento Roberta Carlini, giornalista de” Il Manifesto”


Sentitevi partecipi....NON MANCATE!!!




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16 maggio 2005

EVENTI ReD

Settimana ReD veramente ricca di eventi..non ci credete??!!   Guardate qui:

MARTEDI' 17 MAGGIO EQUO E SOLIDALE IN CASERMA SANI

Presentazione prodotti e petizione per richiedere questi prodotti nei nostri distributori.

 

MERCOLEDI' 18 MAGGIO, INCONTRO SULL'IMMIGRAZIONE

Dibattito con Antonella Caputo (Sportello legale per l'immigrazione), Giulia Colucci (Caritas, responsabile corsi d'italiano per stranieri), Irma Tobias (consigliere aggiunto al comune di Roma, in rappresentanza degli immigrati), Koli (ragazzo albanese). In apertura, presentazione video sull'Africa.

Ore 17 - Aula B, Caserma Sani

VENERDI' 20 MAGGIO INCONTRO SUL MEDIATTIVISMO

Dibattito con Indymedia, Radio Onda Rossa, SpegnilaTv / Telestreet, prof. Arturo Di Corinto. 

Al termine, proiezione del film "Lavorare con lentezza" di Guido Chiesa

Ore 16 - Aula A1, via Salaria 113


L'INCONTRO SUL MEDIATTIVISMO E' STATO POSTICIPATO IN DATA E LUOGO DA DEFINIRE A CAUSA DELLO SCIOPERO DEI MEZZI PUBBLICI PREVISTO NELLO STESSO GIORNO.

 

Naturalmente vi aspettiamo numerosi!!

Non mancate!!




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